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Anna Esposito

Anna Esposito

Stati Uniti: paradiso fiscale?

Il Financial Secrecy Index (indice di segretezza finanziaria) viene elaborato ogni anno dalla Tax Justice Network, un’organizzazione composta da ricercatori e attivisti che analizzano gli effetti nocivi di evasione fiscale, elusione fiscale e competizione fiscale.

Alla sesta edizione, il Financial Secrecy Index 2020 ha dato vita a una classifica che stabilisce appunto quali sono i Paesi, che sulla base di varie caratteristiche (soprattutto finanziarie e legali), possono essere considerati dei paradisi fiscali.

Nel 2020 gli Stati Uniti si sono classificati al secondo posto e sono stati superati in prima posizione solo dalle Isole Cayman, superando persino la Svizzera (3° posto).

Gli 𝗨𝘀𝗮, infatti, mettono sul piatto una vasta gamma di segretezza e di agevolazioni fiscali per i non residenti,  sia a livello federale che a livello dei singoli Stati. Inoltre, non aderiscono al Common reporting standard (CRS) dell’Ocse, lo standard globale per lo scambio di informazioni, imponendo però agli altri Paesi il rispetto del loro standard, il FATCA.

Di cosa si tratta esattamente?

Il FATCA (acronimo di Foreign Account Tax Compliance Act): un impianto normativo che obbliga gli stati aderenti a scambiarsi reciprocamente le informazioni bancarie sensibili. Si tratta di un accordo bilaterale con gli Stati Uniti che è già stato firmato dall’Italia e da altre decine di paesi e che per primo ha permesso di fare abbassare le barriere erette dal segreto bancario.

Il FATCA, promosso dagli USA, obbliga le istituzioni finanziarie di altri Paesi del mondo a fornire agli Stati Uniti tutte le informazioni relative ai cittadini americani che hanno dei depositi o conti correnti accessi presso di loro.

Se le istituzioni finanziarie non forniscono queste informazioni devono pagare una penale del 30% su ogni transazione con gli Stati Uniti.

Il CRS (Common Reporting Standard), invece, è uno standard internazionale per la raccolta di informazioni dalle istituzioni finanziarie dei Paesi partecipanti.

È un’iniziativa multilaterale sviluppata dall’OCSE per far fronte all’evasione fiscale, migliorare la trasparenza e proteggere l’integrità fiscale.

Qual è la differenza fondamentale tra CRS e FATCA?


Di base FATCA e CRS hanno caratteristiche simili, dato che il loro obiettivo principale è quello di combattere l’evasione fiscale e creare degli standard condivisi per lo scambio di informazioni sui conti finanziari. CRS ha comunque uno scopo molto più ampio.

Mentre FATCA riguarda solo i cittadini americani, CRS impone l’invio di segnalazioni relative a tutti i soggetti con residenza fiscale nei Paesi partecipanti.

Per cui mentre il FATCA, promosso dagli USA, è un accordo tra gli USA e le istituzioni finanziarie di tutto il mondo, il CRS, sostenuto dai paesi europei, è un accordo tra Stati che scambiano informazioni in maniera automatica e multilaterale.

Gli USA, che non hanno mai aderito al CRS, sfruttano la loro potenza economica imponendo le loro condizioni alle banche di tutto il mondo con l’obiettivo di trovare solo gli evasori fiscali americani. E’ evidente che siamo in presenza di una forte asimmetria informativa!

Lo scambio di informazioni tra Stati, previsto dal CRS, è una forma di controllo dell’evasione fiscale molto più egualitario, che protegge anche gli Stati più piccoli.

C’è una grande differenza tra lo scambio di informazioni previsto in ambito OCSE-UE (cui gli Usa NON aderiscono) e lo scambio ai sensi degli accordi FATCA sulla reciprocità degli obblighi informativi.

L’assenza di reciprocità nei flussi d’informazione offre al Governo degli Stati Uniti la possibilità di riparare alle lacune nello scambio mediante delle semplici dichiarazioni d’intento.

Perché quindi gli USA sono considerati un paradiso fiscale? 

Tale nomea non è dovuta tanto all’imposizione fiscale , bensì alla segretezza e alla privacy di cui gode chi apre un’azienda.
Infatti lo stato federale non raccoglie informazioni fiscali sugli stranieri.

Il punto è che , come anticipato, gli Stati Uniti hanno promosso il FATCA (che si concreta a ben vedere in uno scambio unilaterale di informazioni) e, come se non bastasse, non hanno mai aderito al CRS. 

Il risultato è che obbligano le istituzioni finanziarie di tutto il mondo a fornire loro informazioni, ma loro stessi non forniscono alcuna informazione ai paesi i cui evasori usano gli USA come paradiso fiscale dove nascondere i loro capitali.

Ecco perché qualcuno definisce gli Stati Uniti addirittura come “la nuova Svizzera”.

Proprio perché:

  • Non hanno mai aderito al Common Reporting Standard (l’iniziativa OCSE, a motore europeo, di scambio automatico di informazioni)
  •  Sfuggono anche al FATCA (iniziativa americana) perché le leggi federali americane non costringono il governo a raccogliere informazioni sui beni dei non residenti.
  • Dopotutto, come può il governo americano scambiare le informazioni sui non residenti che nascondono i beni negli USA se non esiste una legge che impone al governo di raccogliere queste informazioni?

Per cui gli USA non trasferiscono mai le informazioni di coloro che posseggono asset o conti bancari negli USA alle amministrazioni fiscali di paesi stranieri.


Chi mette i propri soldi negli USA li mette al sicuro.

Enjoy!

https://www.annaespositoret.com/ 

Anna Esposito

Anna Esposito

Commercialista, Chief Accounting Officer e Business Partner in JC Group Holding Corp.

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