fbpx
investire in immobili in Italia
Giuseppe Cicorella

Giuseppe Cicorella

I 6 motivi per cui non dovresti investire in immobili in Italia (e un consiglio su dove dovresti farlo)

Quale che sia la storia economica della loro famiglia, gli italiani, Generazione Z e successive a parte, hanno in mente un’idea ben precisa quando si parla di case: possedere degli immobili è buona cosa. Anzi, una buonissima cosa. Il possesso di una o più case viene visto come sintomo di grande stabilità e, oltretutto, come un traguardo personale che segna nella maggior parte dei casi il passaggio dalla gioventù (affitto, vita da single, …) alla vita adulta.

Questo è in parte vero: una casa è comunque un bene importante. Se è già tua, la casa può essere venduta, affittata, abitata o trasmessa in eredità. In tutti questi casi, può potenzialmente generare degli effetti positivi. Dall’altro lato, c’è chi tende a rivalutare l’effettivo vantaggio dell’acquisto di un immobile con uno sguardo più contemporaneo e disincantato: il valore delle case sarebbe più culturale che altro, in un Paese dove gli immobili possono perdere fino al 20% del loro valore a causa dell’inflazione, comportare un gran numero di spese e tasse e dove accendere un mutuo significa creare un grosso debito con una banca, di fatto “perdendo” o bloccando liquidità che potrebbe essere investita in altro.

Quindi, in questo scenario, la soluzione migliore è acquistare sì, ma con lo scopo di fare del profitto tramite gli affitti? Sembrerebbe così, ma la realtà è un’altra: nel 2021 investire in immobili in Italia non conviene più e sto per spiegarti perché in 6 semplici e chiari motivi.

La mentalità italiana è orientata all’acquisto e non all’affitto

Le famiglie italiane cercano, quando possibile, di acquistare, per allontanare la sensazione di “non possesso” che trasmettono gli affitti, dove gli inquilini pagano pur senza possedere l’immobile. Gli italiani, come abbiamo già detto, desiderano possedere i beni che utilizzano, detestano pagare per non possedere e se si trovano “costretti” a farlo preferiscono pagare il meno possibile: quindi, vanno solitamente alla ricerca di canoni d’affitto bassissimi e svantaggiosi per i proprietari.

Non è però solo una questione di mentalità: la crisi economica che l’Italia sta attraversando comporta scarsità di lavoro e bassi redditi. Gli italiani vorrebbero acquistare, ma nella maggior parte dei casi non riescono ed esigono quindi affitti bassi.

La burocrazia italiana è intricata e costosa

Questo aspetto è noto a tutti gli italiani. Per gli investitori che desiderano acquistare un immobile per poi affittarlo, l’imposta di registro, che viene pagata all’atto della registrazione del contratto, è pari al 9% del valore fiscale dell’immobile (cioè della rendita catastale moltiplicata per 126). Bisogna considerare poi tutti gli altri costi burocratici e l’altissima parcella del notaio.

Non ci si può poi dimenticare dell’imposta sui canoni di locazione, perché gli affitti costituiscono, a tutti gli effetti, un reddito per il proprietario e devono essere dichiarati annualmente all’Agenzia delle Entrate e tassati ai fini Irpef. L’imposta, nel caso dei contratti di locazione a cedolare secca, è pari al 21% del canone di locazione annuo.

Insomma, la burocrazia italiana costa, è sempre presente e tende a pesare per lo più sulle spalle degli investitori e dei proprietari.

I proprietari non sono tutelati nei confronti degli inquilini

Non succede sempre di avere a che fare con inquilini problematici, ma quando succede… Sono guai, grossi. Di fronte a casi di morosità persistente, i proprietari non sono assolutamente tutelati: vengono percepiti infatti come avvantaggiati e privilegiati rispetto agli inquilini.

In presenza di minori o di persone con disabilità o invalidità, diventa quasi impossibile liberare l’immobile e cederlo a dei nuovi inquilini disposti a pagare il canone d’affitto. Oltre a ciò, i tempi e i costi per risolvere il problema sono elevati: non solo il proprietario si trova nella condizione di non ricevere più una parte anche importante del suo reddito, ma deve sostenere delle spese legali onerose.

Le banche italiane non supportano gli investitori

L’economia italiana si basa sul credito: il fatto di contrarre debiti e fare richiesta di risorse alle banche non viene considerato come la norma, nonostante ormai sia una prassi per numerose esigenze quotidiane. Questo significa che le banche concedono prestiti e finanziamenti con condizioni non sempre vantaggiose ed esigendo numerose e spesso irragionevoli garanzie.

Alle banche non interessa che tu stia attivando un prestito per te stesso o per finanziare un’attività sana e redditizia: il sistema bancario italiano non è ancora in grado di valutare gli investitori come delle risorse preziose e positive.

In Italia l’immobilità degli immobili è un problema

Perdonami il gioco di parole, ma è proprio quello che intendo dire. Attualmente, l’Italia sta vivendo un importante momento di declino demografico: ci sono più decessi che nascite, più anziani che giovani e le famiglie sono sempre meno numerose e mobili.

Questo declino fa pesare le sue conseguenze anche sul mercato immobiliare: in Italia, 1 immobile su 3 viene venduto in media ogni 7 mesi e mezzo. Cosa succederà fra 20 anni, quando l’immobile che possiedi avrà con ogni probabilità perso buona parte del suo valore? Come puoi avere la certezza di riuscire a rivenderlo, in tempi ragionevoli e ottenendo un profitto adeguato?

Il ritorno economico in Italia è poco vantaggioso

Chiudiamo con la nota più dolente: i bassi profitti. In Italia gli investimenti immobiliari generano un ROI, cioè un ​Return On Investment,​ davvero irrisorio e scoraggiante. Nei casi più virtuosi, raramente si supera il 5% di guadagno. Cosa significa? Immagina di acquistare un immobile per 100mila euro: un ROI del 5% ti porterebbe un’entrata di 5mila euro all’anno di affitto, ancora da tassare (senza considerare poi eventuali spese aggiuntive).

Tutte le problematiche che abbiamo approfondito qui sopra valgono davvero la pena di essere affrontate, per un profitto risicato del 5%?

Quindi, dove investire in immobili per ottenere una rendita passiva?

Voglio chiudere questo articolo con una nota positiva e un consiglio prezioso, quindi non abbandonare la lettura proprio ora! Come avrai capito, investire in immobili in Italia per ottenere una buona rendita passiva non è la scelta migliore che puoi fare in questo 2021.

Non quando potresti invece investire in immobili negli Stati Uniti. Se l’idea ti sembra bizzara e irrealizzabile, è perché ancora non sai quanto favorevoli e vantaggiose possano essere le condizioni del Real Estate americano: la mobilità degli affitti è alle stelle, la burocrazia è snella e fluida, la tassazione è vantaggiosa, come anche i finanziamenti concessi dalle banche, e il ritorno economico è cinque volte tanto quello italiano. Ma ti sembra irrealizzabile soprattutto perché non hai mai avuto modo di interfacciarti con una società di investimenti immobiliari specializzata nel mercato immobiliare degli Stati Uniti: inizia subito a informarti, per dare un vero valore ai tuoi futuri investimenti immobiliari!

Giuseppe Cicorella

Giuseppe Cicorella

CEO & Founder JC Group Holding Corp.

Condividi questo articolo sui social

Share on facebook
Share on google
Share on twitter
Share on linkedin
Share on email
Share on whatsapp
Translate »

Compila il form e scarica la brochure del progetto JCGREI 2.0

Iscriviti alla newsletter!

Riceverai novità sul progetto, nuove opportunità per te e aggiornamenti sugli articoli pubblicati  affinché tu possa formarti ed informarti sul Real Estate USA e non solo. Sarà nostro impegno farti ricevere periodicamente anche delle guide in pdf!