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Crisi a confronto: Subprime vs COVID19

Tempo di lettura: 4 minuti

Le cause e gli effetti di entrambe nel settore immobiliare.

A molte persone la crisi degli ultimi mesi in cui è sprofondato l’intero globo ricorda, per dimensioni , quella legata al periodo 2008-2012 innescata dallo scoppio della bolla dei mutui subprime , che ha avuto la sua massima espressione nel default della società finanziaria Lehman Brothers e che ha ha visto milioni di mutuatari perdere la casa per pignoramento. 

Senza dubbio, le reazioni alla pandemia da Covid sono molto diverse da quelle avvenute sia alla pandemia spagnola di inizio XX secolo e perfino alla crisi dei mutui subprime. L’origine di quest’ultima  fu infatti di tipo finanziario.

Il denaro perse qualsiasi legame con l’economia reale e ci fu un iper indebitamento da parte delle famiglie e delle imprese. In pratica, le famiglie americane non riuscirono a rifinanziare il proprio debito.

Ma perché le banche prestavano soldi a chi non ne aveva?

Per almeno tre ragioni. 

  • La prima: il valore delle case era in crescita continua, anche se i mutui non fossero stati rimborsati il valore degli immobili sarebbe aumentato nel tempo. Nel peggiore dei casi (gli inquilini non avessero avuto i soldi per pagare le rate) la banca si sarebbe presa la casa e l’avrebbe rivenduta a un prezzo più alto garantendosi comunque dei profitti.
  • La seconda: la banca rivendeva il mutuo ad un altro soggetto. Ricevendo immediatamente la somma concessa in prestito, pagando in cambio delle rate. Cioè concedevano un prestito prendendo in prestito da altri. Con le rate dei mutui ripagavano a loro volta le rate del prestito concesso.
  • La terza: a causa dei bassi tassi di interesse decisi dalla banca centrale Usa gli istituti di credito potevano prendere in prestito soldi a costi bassi e quindi concedere più facilmente prestiti a imprese e famiglie.

Una crisi quindi che partì dalla finanza privata, per arrivare a quella pubblica ed toccò solo infine all’economia reale.

Covid 19 Real Estate americano

Attualizzare questo discorso alla recessione che stiamo vivendo è interessante.

Quest’ultima, diversamente da quella passata, ha avuto epicentro di carattere sanitario ed è andata direttamente a colpire l’economia reale mondiale

Misurando la sua durata con altri parametri, possiamo notare come non sia stata poi così eccessiva. Se consideriamo ad esempio che la vita media di un uomo occidentale è mediamente intorno agli 80 anni, è come se ci fossimo fermati effettivamente per lo 0,2/0,3 per mille del tempo totale. Un tempo breve quindi, che ha messo in ginocchio il sistema economico internazionale e che ne ha mostrato la sua fragilità , nonché la scarsità di risorse di cui siamo in possesso.

Entrambe le crisi condividono l’incertezza come fattore chiave una volta emerse in una delle due principali economie (gli Stati Uniti nel 2008 e la Cina alla fine del 2019) e si sono diffuse a livello globale. Per entrambe, quindi, è difficile prevedere con precisione quale sarà l’impatto. Entrambe le recessioni, inoltre, più grandi dalla Grande Depressione, hanno portato ad un crollo delle borse dei principali Paesi, influenzando  l’attività degli Stati Uniti e i mercati finanziari internazionali.

Nel 2008, le banche insufficientemente capitalizzate erano parte del problema.

Gli Stati Uniti proprio in funzione di ciò che hanno imparato durante il periodo dei Subprime hanno avuto una reazione veloce ed efficace mettendo in atto una Legge approvata alla fine di marzo 2020, sugli aiuti alle famiglie che ha avuto come obiettivo quello di sostenere le famiglie basando la dichiarazione sulla tolleranza sia sul pagamento degli affitti che con il pagamento del mutuo, rendendo più semplice il rinvio dei pagamenti dei mutui e gli affitti domestici senza necessariamente dover fornire prove di difficoltà finanziarie e / o mancanza di lavoro.

Covid 19 investimenti immobiliari

Ci sono più differenze che somiglianze nel confrontare queste due crisi.

La pandemia e la recessione avranno impatto sul mercato del lavoro e sulla crescita dei salari, che inizieranno a pesare sulla sostenibilità degli affitti, sulla domanda di immobili sia residenziale che commerciali, e sui consumi nei centri commerciali. Negli ultimi 6 mesi ad esempio gli affitti dei nostri immobili, nel caso in cui gli inquilini perdano il lavoro causa Covid-19, vengono pagati direttamente dagli Stati Uniti.

Ricorda che tutti hanno sempre bisogno di un posto in cui vivere. In questo, sono fiducioso sulle misure che sta già adottando il Governo americano a riguardo, al fine di garantire in particolare grandi opportunità per gli investitori immobiliari che come sempre negli USA godono di un’enorme tutela del diritto di proprietà.

Indubbiamente da quanto durerà la ripresa sarà più rapida rispetto a quelle conosciute dopo la crisi economica del 2007 ed i valori torneranno più elevati di quelli pre-crisi.

Cosa possiamo aspettarci sul settore immobiliare?

Il rischio maggiore nel valutare l’impatto del Coronavirus sul settore immobiliare è quello di sottostimare la ripresa del mercato e quindi i ricavi generabili in futuro dagli asset acquistati oggi.

Inutile negare che alcune categorie di immobili soffriranno le conseguenze di questa crisi in misura più marcata: sarà probabilmente il caso di quelli a uso commerciale e delle strutture turistiche. In genere però, in una situazione di crisi il valore degli immobili non cala drasticamente come quello dei titoli quotati in borsa, ma tende a mantenersi più stabile.

Il settore residenziale si riprenderà sempre di più, perché è meno soggetto all’andamento degli altri settori dell’economia.

Le ripercussioni della grande migrazione COVID-19 americana hanno il potenziale per rimescolare l’equilibrio demografico ed economico dell’America per la prossima generazione. Basti pensare ai newyorkesi che in massa si stanno trasferendo a Cleveland, dove trovano grandi opportunità di lavoro. Ecco perché questo è il miglior momento per investire in immobili in questa metropoli per ricevere importanti rendite passive mensili derivanti dagli affitti.

Il passato ci ha insegnato che, con strategie economiche audaci, si può ripartire. Analizzando i dati possiamo conoscere comprendere meglio il futuro. L’economia non è una scienza esatta ma aiuta a leggere e analizzare i fenomeni.

In ogni ciclo del mercato immobiliare in fatti ci sono grandi opportunità per guadagnare grossi profitti ed affidarsi al giusto professionista ti aiuta a riconoscerle.

Take action!

In collaborazione con Anna Esposito, CAO in JC Group Holding Corp.

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